Nuwa Crea l'umanità: La Dea che ci Ha Modellati dalla Terra

Nuwa Crea l'umanità: La Dea che ci Ha Modellati dalla Terra

L'artigiana divina della mitologia cinese

Nel vasto pantheon della mitologia cinese, poche figure suscitano tanto rispetto e fascino quanto Nüwa (女娲), la dea con corpo di serpente che ha modellato l'umanità dalla terra gialla. La sua storia rappresenta uno dei miti di creazione più duraturi nella cultura cinese, offrendo profondi spunti sulla cosmologia cinese antica, la relazione tra i regni divini e mortali, e il posto dell'umanità nell'ordine naturale.

A differenza della creazione improvvisa e tramite parola presente in alcune tradizioni mitologiche, l'atto creativo di Nüwa è intimo e tattile: una dea che si sporca le mani per dare vita. Questa immagine di artigianato divino risuona attraverso millenni di arte cinese, letteratura e pensiero filosofico, stabilendo Nüwa non solo come una divinità creatrice, ma come la madre primordiale di tutta l'umanità.

Le origini di Nüwa e la sua natura divina

Nüwa appare in vari testi antichi cinesi, sebbene le sue descrizioni più dettagliate emergano dal Shanhai Jing (山海经, Shānhǎi Jīng, "Classico delle Montagne e dei Mari") e da compilazioni successive come il Huainanzi (淮南子, Huáinánzǐ) e il Fengsu Tongyi (风俗通义, Fēngsú Tōngyì). La sua forma fisica incarna lo spazio liminale tra cielo e terra, umano e divino—di solito rappresentata con un bel viso umano e una parte superiore del corpo, mentre la sua metà inferiore prende la forma di un potente serpente o coda di drago.

Questa forma ibrida non è accidentale. Nella cosmologia cinese antica, il serpente rappresentava l'energia creativa primordiale, la trasformazione e le forze misteriose della natura. Lo Shanhai Jing descrive numerosi esseri divini con caratteristiche serpentiformi simili, suggerendo che questa forma contrassegnasse esseri di eccezionale potere spirituale capaci di navigare tra diversi regni di esistenza.

Alcune tradizioni identificano Nüwa come sorella e moglie di Fuxi (伏羲, Fúxī), un'altra divinità con corpo di serpente accreditata di aver insegnato all'umanità abilità essenziali come la pesca, la caccia e la creazione del bagua (八卦, bāguà)—i otto trigrammi fondamentali per la filosofia e la divinazione cinesi. Insieme, questa coppia divina rappresenta le forze complementari di yin (阴, yīn) e yang (阳, yáng), con Nüwa che incarna il principio femminile ricettivo, nutriente e creativo.

Il mondo prima dell'umanità

Secondo la cronologia mitologica, la creazione dell'umanità da parte di Nüwa avvenne dopo la separazione del cielo e della terra, ma prima che il mondo fosse completamente popolato da vita umana. Il cosmo si era già formato attraverso le azioni di Pangu (盘古, Pángǔ), il gigante primordiale il cui corpo divenne le montagne, i fiumi e il cielo. I wanwu (万物, wànwù)—le "diecimila cose" o tutti i fenomeni—avevano cominciato a prosperare.

Eppure qualcosa mancava. Il mondo era pieno di animali, piante e spiriti, ma privo di esseri capaci di coscienza, cultura e delle complesse relazioni sociali che avrebbero infine definito la civiltà. La terra era bella ma solitaria, piena di meraviglie naturali ma priva di testimoni in grado di apprezzare e dare significato alla creazione.

Nüwa, vagando attraverso questo paesaggio puro ma vuoto, avvertì il peso di questa assenza. Il Fengsu Tongyi, compilato da Ying Shao (应劭, Yìng Shào) durante la dinastia Han orientale, descrive la sua solitudine: "Tra cielo e terra, sebbene ci fossero uccelli e bestie, sentiva che il mondo era troppo silenzioso e solitario." Questa dimensione emotiva—una dea che prova solitudine—dà una notevole profondità al racconto della creazione, suggerendo che l'umanità nacque non da decreto divino, ma dal desiderio di una dea di compagnia.

L'atto di creazione: Terra gialla e respiro divino

Il racconto più famoso della creazione dell'umanità da parte di Nüwa descrive il suo inginocchiarsi accanto al Fiume Giallo, raccogliendo manciate di huangtu (黄土, huángtǔ)—la terra gialla o loess che caratterizza gran parte del paesaggio del nord della Cina. Questo dettaglio radica il mito nella realtà geografica; la valle del Fiume Giallo è infatti il luogo dove la civiltà cinese è fiorita per la prima volta, e il distintivo suolo giallo divenne sinonimo della patria cinese stessa.

Con abilità divina, Nüwa cominciò a modellare l'argilla, plasmando figure che assomigliavano alla sua stessa parte superiore del corpo: umana nella forma, con due braccia, due gambe e una postura eretta. I testi enfatizzano la sua meticolosa artigianalità, suggerendo che lavorava con l'attenzione di un maestro scultore, garantendo che ogni figura avesse caratteristiche e tratti distintivi.

Ma l'argilla da sola non crea vita. In un momento che rispecchia i miti di creazione in diverse culture, Nüwa soffiò in queste figure d'argilla, infondendole con qi (气, qì)—l'energia vitale o la forza che anima tutte le cose viventi. Questo respiro trasformò la materia inerte in esseri umani viventi e respiranti in grado di camminare, parlare e pensare. I primi esseri umani aprirono gli occhi per vedere la loro creatrice, e Nüwa si rallegrò per la loro animazione.

Le due classi di umanità

Qui il mito prende una svolta affascinante che riflette le antiche strutture sociali cinesi. Secondo alcune versioni, il metodo iniziale di Nüwa—modellando attentamente ogni individuo a mano—si rivelò troppo dispendioso in termini di tempo. La dea desiderava popolari l'intero mondo, non solo creare un pugno di umani.

Così Nüwa adattò la sua tecnica. Prese una lunghezza di corda o vite, la immerse nell'argilla fangosa e la scosse in grandi archi attraverso il paesaggio. Dove cadevano le gocce di fango, esse si trasformarono in esseri umani. Questo secondo metodo consentì la produzione di massa, riempiendo la terra con innumerevoli persone in una frazione del tempo.

Tuttavia, questo processo di creazione duale stabilì una gerarchia. Gli esseri umani attentamente realizzati a mano divennero i guiren (贵人, guìrén)—le persone nobili, l'aristocrazia, coloro di carattere raffinato e status elevato. Gli esseri umani creati dalle gocce di fango sparse divennero i xiaoren (小人, xiǎorén) o pingmin (平民, píngmín)—il popolo comune, le masse che avrebbero formato le basi della società.

Questo aspetto del mito servì chiaramente a legittimare...

著者について

神話研究家 \u2014 山海経と古代中国宇宙論を専門とする比較神話学者。

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