Serpenti Giganti dello Shanhai Jing: Bashe e Oltre
Il Shanhai Jing 山海经 (Shānhǎi Jīng, Classico delle Montagne e dei Mari) è uno dei testi più enigmatici dell'antica Cina, un compendio di geografia, mitologia e storia naturale compilato tra il IV e il I secolo a.C. Tra la sua variegata fauna di creature fantastiche, i serpenti giganti occupano una posizione particolarmente prominente e terribile. Non si tratta semplicemente di serpenti ingranditi: sono forze cosmiche, divoratori di elefanti e presagi sia di catastrofi che di trasformazioni.
Bashe: Il Serpente che Divora Elefanti
Il più infame di tutti i serpenti nel Shanhai Jing è senza dubbio Bashe 巴蛇 (Bāshé), il cui nome è diventato sinonimo di appetito insaziabile e dimensioni travolgenti. Il testo descrive questa creatura nel Haineijing 海内经 (Hǎinèi Jīng, Classico delle Regioni Dentro i Mari):
"A sud-ovest c'è Bashe, che divora elefanti. Dopo tre anni, rigurgita le loro ossa. La persona superiore che mangia queste ossa sarà curata da malattie cardiache e addominali."
Questo passaggio rivela diversi aspetti cruciali della cosmologia cinese antica. In primo luogo, Bashe rappresenta la natura nella sua forma più estrema: una creatura così massiccia da consumare elefanti interi, animali che simboleggiavano grande forza e dimensione nel mondo antico. Il periodo di digestione di tre anni enfatizza il metabolismo soprannaturale del serpente, che opera su una scala temporale ben lontana dalle creature ordinarie.
Le proprietà medicinali delle ossa di elefante elaborate attraverso il sistema digestivo di Bashe introducono un concetto importante: trasformazione attraverso il consumo. Il serpente non distrugge semplicemente: trasmuta. Ciò che emerge dal suo corpo possiede proprietà curative, in particolare per le malattie del cuore e dell'addome, i centri vitali del corpo nella medicina tradizionale cinese. Questo suggerisce che Bashe funzioni come una sorta di alchimista cosmico, i cui processi digestivi purificano e migliorano i materiali.
La Geografia di Bashe
Il Shanhai Jing colloca Bashe a sud-ovest, una direzione associata a lontananza, mistero e ai confini del mondo conosciuto. Questa collocazione è significativa. Nella cosmologia cinese antica, le direzioni cardinali non erano semplici indicatori geografici, ma rappresentavano diverse qualità di qi 气 (qì, energia vitale) e diversi tipi di fenomeni. Il sud-ovest, essendo distante dalle Pianure Centrali dove si concentrava la civiltà cinese, divenne un deposito per il strano e il meraviglioso.
Alcuni studiosi hanno tentato di identificare Bashe con specie reali, forse pitoni o anaconde incontrate attraverso le rotte commerciali. Tuttavia, questa razionalizzazione perde di vista il punto. Bashe esiste in uno spazio liminale tra la storia naturale e la mitologia, svolgendo funzioni che trascendono la classificazione zoologica.
Il Serpente come Forza Cosmica
Oltre a Bashe, il Shanhai Jing catalogna numerosi altri enti serpentinici, ognuno dei quali incarna diversi aspetti dell'archetipo del serpente. Il Teng She 腾蛇 (Téng Shé, Serpente Volante) appare in più passaggi, descritto come una creatura capace di cavalcare nuvole e nebbia. A differenza di Bashe, che rappresenta la voracità terrestre, Teng She incarna trascendenza e trasformazione.
Il testo afferma: "C'è una bestia la cui forma assomiglia a una volpe con nove code, il cui grido è simile a quello di un bambino, che può divorare le persone. Coloro che la mangiano non saranno colpiti da insetti velenosi. C'è anche il Serpente Volante, che cavalca nuvole e nebbia."
Questa giustapposizione della volpe a nove code e del Serpente Volante nello stesso passaggio suggerisce che occupano registri mitologici simili: creature che trascendono la natura animale ordinaria e possiedono abilità soprannaturali. L'associazione di Teng She con nuvole e nebbia lo collega al drago (long 龙), che nella mitologia cinese rappresenta l'evoluzione ultima della forma serpentina.
Serpenti di Montagne Specifiche
Il Shanhai Jing segue un principio organizzativo geografico, catalogando le creature in base alle montagne e alle regioni associate. Questa struttura rivela come i serpenti fossero intesi come parti integrali di paesaggi specifici, non mostri casuali ma componenti essenziali degli ecosistemi locali—sia fisici che spirituali.
Il Serpente del Monte Gouwu
Nel Xishan Jing 西山经 (Xīshān Jīng, Classico delle Montagne Occidentali), incontriamo: "Il Monte Gouwu ha molte pietre di giada in cima e molti bronzi in basso. Lì c'è una bestia la cui forma assomiglia a una pecora con un volto umano, gli occhi sotto le ascelle, con denti da tigre e mani umane, il cui grido è simile a quello di un bambino. Si chiama Paoxiao e mangia le persone. C'è anche un uccello, la cui forma assomiglia a un gufo con mani umane, il cui grido è simile a quello della quaglia. Si chiama Zhu. Se lo vedi, ci sarà una grande siccità nel comando."
Sebbene questo passaggio non menzioni esplicitamente i serpenti, stabilisce il modello di come il testo descriva le creature: per posizione, caratteristiche fisiche, comportamento e significato degli auspici. Quando i serpenti appaiono in queste sezioni geografiche, seguono schemi descrittivi simili.
I Serpenti a Molte Teste
Il testo descrive diverse creature serpentine a molte teste. Il Xiangliu 相柳 (Xiāngliǔ), un mostro serpentino a nove teste, funge da ministro del dio dell'acqua Gonggong 共工 (Gònggōng). Il Haiwai Beijing 海外北经 (Hǎiwài Běijīng, Classico delle Regioni Oltre i Mari Settentrionali) afferma:
"Il ministro di Gonggong si chiama Xiangliu, con nove teste e un corpo di serpente. Si attorciglia e si contorce, mangiando da nove montagne. Qualunque cosa sputi diventa palude, amara e acre, in modo che gli animali non possano vivere lì. Quando Yu controllava le inondazioni, uccise Xiangliu, e il suo sangue era così fetido che il grano non poteva crescere. Yu lo arginò, ma esso rompeva continuamente. Infine, lo trasformò in uno stagno, e le torri degli imperatori furono costruite sul suo lato meridionale."
Questo passaggio collega la mitologia dei serpenti a una delle leggende fondamentali della Cina—il Grande Diluvio e Yu.